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Ularitide nella fase acuta dello scompenso cardiaco: benefici nel breve periodo


I risultati dello studio TRUE-AHF hanno mostrato che la terapia in fase precoce con il vasodilatatore Ularitide durante insufficienza cardiaca acuta riduce la congestione e lo stress di parete, e riduce gli eventi di scompenso cardiaco durante il ricovero in ospedale, ma non modifica la storia naturale a lungo termine della malattia.

E' stato ipotizzato che la distensione ventricolare durante l'insufficienza cardiaca acuta porta a danno miocardico e aggrava la condizione di questi pazienti.

Studi precedenti ( ASCEND, EVEREST, VERITAS, PROTECT ) avevano mostrato scarso o nessun effetto del trattamento dello scompenso cardiaco acuto somministrato entro 24 ore dal ricovero.

L'obiettivo primario dello studio TRUE-AHF era quello di verificare se la somministrazione precoce del peptide natriuretico Ularitide, un analogo sintetico della Urodilantina, in dosi sufficienti a fornire una marcata decongestione e ridurre lo stress di parete, fosse in grado di ridurre il rischio a lungo termine di morte cardiovascolare.

Nei precedenti studi, SIRIUS I e SIRIUS II, Ularitide per via endovenosa aveva prodotto benefici sintomatici ed emodinamici.

Lo studio TRUE-AHF ha arruolato 2.157 pazienti ( età media 68 anni, 66% maschi ) presso 156 Centri con ricoveri non-programmati o visite in Pronto soccorso per scompenso cardiaco acuto.

I pazienti sono stati randomizzati in un rapporto 1:1, in doppio cieco, entro 12 ore dalla valutazione clinica iniziale, a infusione endovenosa continua di Ularitide 15 ng/kg/minuto oppure a placebo per 48 ore, con aggiustamenti qualora il paziente sviluppasse ipotensione.

Ularitide ha prodotto effetti benefici sulla distensione cardiaca e sulla congestione durante il trattamento, riducendo la pressione sistolica e i livelli di NT-pro-BNP ( frammento N-terminale del propeptide natriuretico di tipo B ), rispetto al placebo, a 48 ore.

A 48 ore, Ularitide ha aumentato in modo significativo i livelli di emoglobina ( P inferiore a 0.001 ) e della creatinina sierica ( P=0.005 ), e ha diminuito le transaminasi epatiche ( P inferiore a 0.001 ).
Gli eventi di insufficienza cardiaca durante il ricovero ospedaliero si sono ridotti durante l'infusione di Ularitide rispetto al placebo ( P=0.005 ).

Questi miglioramenti a breve termine, tuttavia, non si sono tradotti in una ridotta mortalità cardiovascolare a 36 mesi, con 236 decessi nel gruppo Ularitide e 225 nel gruppo placebo ( hazard ratio, HR=1.03 [ intervallo di confidenza al 95%, 0.85-1.25, P=0.75 ] ).

L'ipotensione è risultata più comune nel gruppo Ularitide ( 22.4% vs 10.1% ). ( Xagena )

Fonte: American Heart Association ( AHA ) Annual Meeting, 2016

Xagena_Cardiologia_2016



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