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L'obesità può essere associata in modo indipendente all’insufficienza cardiaca incidente, ma non alla malattia coronarica o all’ictus


L'obesità sembra essere significativamente associata con l’insufficienza cardiaca incidente, ma non ad altri sottotipi di malattia cardiovascolare, e questo legame persiste dopo aggiustamento per altri noti fattori di rischio.

Sono state prese in esame 13.730 persone con un indice di massa corporea ( BMI ) di almeno 18.5 kg/m2 ( range: 18-50; età media, 54 anni; 63.8% donne; 16.9% razza nera ) e senza malattia cardiovascolare al basale che erano state arruolate nello studio ARIC.

I dati sono stati raccolti durante la prima visita, che è avvenuta nel periodo 1987-1989.
I partecipanti sono stati seguiti fino al 2012.

Sono state analizzate le associazioni tra il più alto indice di massa corporea con l’insufficienza cardiaca incidente, la malattia coronarica e l’ictus, sia prima che dopo aggiustamento per i noti fattori di rischio per la malattia cardiovascolare, tra cui i livelli di pressione sistolica, il diabete mellito e i livelli dei lipidi.

Il follow-up è stato di 23 anni. Durante questo periodo si sono verificati 2.235 eventi di insufficienza cardiaca, 1.653 eventi di malattia coronarica e 986 ictus.

Rispetto al peso normale, la differenza nel tasso di incidenza per la forma grave di obesità per 1000 anni-persona è stata pari a 12.1 per l’insufficienza cardiaca, 4 per la malattia coronarica e 2.7 per l'ictus.

Il tempo mediano di insufficienza cardiaca incidente è stato di 15.7 anni, mentre il tempo mediano di malattia coronarica incidente è stato di 12.7 anni; per l’ictus il tempo mediano è stato di 13.7 anni.

Dopo aggiustamento per le caratteristiche demografiche, il fumo, l’attività fisica e il consumo di alcol, è stato trovato che il più alto indice di massa corporea era fortemente associato a un aumentato rischio ( hazard ratio ) per tutti i sottotipi di malattia cardiovascolare, ma questa associazione era più forte per l’insufficienza cardiaca incidente.

La grave obesità ( indice BMI pari a 35 kg/m2 ) era correlata a un hazard ratio di 3.74 ( IC 95%, 3.24-4.31 ) per lo scompenso cardiaco, 2 ( IC 95%, 1.67-2.4 ) per la malattia coronarica e 1.75 ( IC 95%, 1.3-2.2 ) per l’ictus.

Il coefficiente di rischio per la grave obesità e l’insufficienza cardiaca incidente era maggiore rispetto a quello per la malattia coronarica incidente e per l’ictus ( p inferiore a 0.0001 per entrambi ).

Da un modello completamente aggiustato è emerso un rischio del 29% più elevato per l’insufficienza cardiaca incidente per ogni aumento di 5 unità di indice di massa corporea, mentre non sono state osservate associazioni significative per la malattia coronarica o per l’ictus. ( Xagena )

Fonte: Journal of American Heart Association, 2016

Xagena_Cardiologia_2016



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