Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
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52 convegno cardiologia milano
Associazione Silvia Procopio

La co-somministrazione precoce di Ivabradina e di beta-bloccanti per l'insufficienza cardiaca acuta e ridotta frazione di eiezione ventricolare sinistra produce una significativa diminuzione della frequenza cardiaca


Lo scopo dello studio è stato quello di analizzare l'effetto della precoce co-somministrazione di Ivabradina ( Corlentor / Procoralan ) e di beta-bloccanti ( gruppo di intervento ) rispetto ai soli beta-bloccanti ( gruppo di controllo ) nei pazienti ospedalizzati per insufficienza cardiaca e con ridotta frazione di eiezione del ventricolo sinistro ( HFrEF ).

Uno studio randomizzato è stato condotto per confrontare le strategie di trattamento dei soli beta-bloccanti versus Ivabradina più beta-bloccanti 24 ore dopo il ricovero in ospedale per insufficienza cardiaca acuta in pazienti con frazione di eiezione ventricolare sinistra ( EF ) inferiore al 40%, in ritmo sinusale, e con una frequenza cardiaca ( HR ) superiore a 70 bpm ( battiti per minuto ).

Un totale di 71 pazienti sono stati esaminati, 33 nel gruppo di intervento e 38 nel gruppo di controllo.

La frequenza cardiaca a 28 giorni ( 64.3 ± 7.5 vs 70.3 ± 9.3 bpm, P=0.01 ) e a 4 mesi ( 60.6 ± 7.5 vs 67.8 ± 8 bpm, P=0.004 ) dopo la dimissione è risultata significativamente più bassa nel gruppo di intervento.

Differenze significative sono state trovate riguardo alla frazione di eiezione e ai livelli di BNP ( peptide natriuretico di tipo B ) a 4 mesi.

Non sono state segnalate differenze inerenti gli eventi clinici ( riospedalizzazione / morte ) a 4 mesi.

Non sono stati osservati gravi effetti collaterali imputabili alla precoce somministrazione di Ivabradina.

In conclusione, la somministrazione concomitante precoce di Ivabradina e di beta-bloccanti durante il ricovero in ospedale per insufficienza cardiaca acuta in pazienti con ridotta frazione di eiezione del ventricolo sinistro è fattibile e sicura, e produce una significativa diminuzione della frequenza cardiaca a 28 giorni e a 4 mesi dopo dimissione ospedaliera.
E’ apparsa anche migliorata, nel breve periodo, la funzione sistolica e i parametri funzionali e clinici dei pazienti con insufficienza cardiaca. ( Xagena )

Hidalgo FJ et al, Int J Cardiol 2016; 217: 7-11

Xagena_Cardiologia_2016



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