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Aumento del rischio di tachicardia ventricolare nei pazienti con sarcoidosi durante un lungo periodo di follow-up


La sarcoidosi deve essere presa in considerazione nei pazienti con tachicardia ventricolare di origine sconosciuta.
Il decorso clinico della tachicardia ventricolare come presentazione primaria nei pazienti con sarcoidosi è in gran parte sconosciuto.

L'obiettivo di uno studio è stato quello di indagare l'incidenza di tachicardia ventricolare minacciante la vita e la mortalità durante un lungo periodo di follow-up nei pazienti con sarcoidosi.

Sono stati analizzati i database del National Health Insurance Research dal 2000 al 2004. Sono stati identificati i pazienti con sarcoidosi, e abbinati a controlli sani in un rapporto 1:1 senza storie precedenti di malattia cardiaca strutturale.
E’stato analizzato il rischio di tachicardia ventricolare minacciante la vita e la mortalità con sarcoidosi.

Un totale di 2237 casi di sarcoidosi sono stati arruolati assieme a un numero corrispondente di controlli sani; le caratteristiche al basale tra i due gruppi erano simili.

Dopo un follow-up medio di 11.4 anni, l'incidenza di tachicardia ventricolare nel gruppo sarcoidosi è risultata maggiore rispetto ai controlli sani ( 0.94% [ 85 per 100.000 anni-persona ] nel gruppo sarcoidosi, e 0.09% [ 8 per 100.000 anni-persona ] nei controlli sani ).

Dopo un aggiustamento multivariato per sesso, età, e altre patologie concomitanti, il rischio di tachicardia ventricolare è risultato ancora più alto nel gruppo sarcoidosi ( hazard ratio, HR = 2.7, IC 95%: 2.82-56.9; P inferiore a 0.001 ).

Il rischio di impianto di defibrillatore per la prevenzione secondaria, morte cardiovascolare e mortalità totale tra i gruppi era equivalente.

In conclusione, la sarcoidosi può aumentare la predisposizione alle aritmie ventricolari con una incidenza cumulativa di 0.94% nel corso di un periodo molto lungo di follow-up di quasi 10 anni dalla iniziale diagnosi di sarcoidosi. ( Xagena2016 )

Te AL et al, Int J Cardiol 2016; 228: 68-73

Xagena_Cardiologia_2016



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